Furti di rame in cimiteri e chiese: arrestato 55 sardo

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Un’efficace attività investigativa condotta dai Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, ha portato all’arresto di un uomo di origine sarda, residente a Reggio Emilia e classe 1970, ritenuto responsabile di una lunga serie di furti ai danni di luoghi di sepoltura pubblici e strutture religiose nelle province di Parma e Reggio Emilia.

L’indagine ha permesso di attribuire al soggetto, identificato come Ghiani Alessio, ben 21 furti commessi tra il 29 settembre e il 7 dicembre 2024. Ghiani, già noto alle forze dell’ordine per precedenti condanne per reati contro il patrimonio, agiva con un modus operandi ben definito. Individuava cimiteri isolati, privi di sorveglianza e scarsamente illuminati, dove poteva agire indisturbato e in tempi rapidi.

La sua “specializzazione” era il furto di rame: si introduceva nelle aree cimiteriali scavalcando muri, utilizzando scale o tagliando recinzioni, talvolta accedendo con il proprio veicolo (un SUV risultato essere sotto sequestro e condotto senza patente, in quanto ritirata). Successivamente, asportava pluviali in rame dalle cappelle gentilizie, anche in grande quantità, per poi allontanarsi, causando danni stimati in oltre 50.000 euro e ingenti costi per il ripristino delle strutture danneggiate.

Gli episodi accertati hanno riguardato i cimiteri di Mattaleto (Langhirano), Bibbiano (RE), Traversetolo, Castellarano (RE), Felino, Sala Baganza (in due diverse località), Medesano, San Martino Sinzano di Collecchio e Torrechiara (Langhirano), oltre alla Chiesa di San Ruffino di Scandiano (RE).

Le indagini della Stazione Carabinieri di Sala Baganza, coordinate dalla Procura, sono state avviate grazie alla segnalazione di un cittadino e supportate da riscontri fotografici. L’analisi approfondita dei tabulati telefonici dell’indagato, incrociata con i dati dei lettori di targhe posizionati nei pressi dei luoghi depredati, ha permesso di ricostruire i suoi spostamenti e accertare la sua presenza sui luoghi dei furti nelle ore serali-notturne o all’alba.

Il G.I.P. di Parma, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Ghiani, il quale durante l’interrogatorio preventivo ha ammesso gli addebiti, giustificando i furti con generiche difficoltà lavorative. La misura cautelare è stata ritenuta necessaria per prevenire la reiterazione di reati, data la sistematicità e la gravità degli episodi, nonché la personalità negativa dell’indagato.

L’arresto è stato eseguito nei giorni scorsi dai Carabinieri, che hanno condotto il 54enne presso il carcere di Reggio Emilia. L’uomo si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa della conclusione delle indagini e con la possibilità di esporre la propria difesa rispetto alle accuse mosse.

L’operazione evidenzia l’efficacia del modello investigativo adottato dalla Procura di Parma, che mira a contrastare la criminalità predatoria attraverso un approccio unitario, analizzando congiuntamente una serie di reati riconducibili alla stessa persona, ottimizzando così tempi e risorse processuali. La visione complessiva dei singoli episodi, spesso supportata da immagini di videosorveglianza, permette di valutare la pericolosità del soggetto e di adottare le misure cautelari più appropriate.