Una complessa indagine dei Carabinieri di Sorbolo Mezzani ha portato alla denuncia di un 22enne, presunto autore di una “spaccata” avvenuta la notte di Natale in una farmacia. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici in diverse città del Nord Italia, è stato incastrato da una traccia di DNA lasciata sul luogo del furto.
La vicenda ha avuto inizio alle 3 del mattino del 25 dicembre, quando l’allarme antifurto di una farmacia nel centro di Sorbolo è scattato. Una pattuglia dei Carabinieri è intervenuta prontamente, trovando una delle vetrate del locale in frantumi. All’arrivo del titolare, la brutta sorpresa: dal registratore di cassa mancava il cassetto con circa 1.000 euro.
Le indagini sono partite subito, concentrandosi sui dettagli della scena del crimine. Gli investigatori hanno notato delle macchie di sangue sia sul pavimento che sulla vetrata rotta, ipotizzando che il ladro si fosse ferito durante l’azione. Hanno così prelevato dei campioni per le analisi.
A dare un’ulteriore spinta alle indagini sono stati i filmati di sorveglianza della farmacia. L’analisi delle immagini ha confermato che l’autore del furto era un individuo solitario che aveva utilizzato una fioriera in cemento per sfondare la vetrina.
Le tracce di sangue sono state inviate al RIS di Parma per le analisi del DNA. Grazie a un’accurata comparazione con la Banca Dati Nazionale del DNA, è stato possibile risalire al profilo genetico di un 22enne straniero, già noto alle forze dell’ordine.
In base alle prove acquisite, il giovane è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il furto. L’indagine dei Carabinieri dimostra ancora una volta l’importanza delle tecniche scientifiche nelle investigazioni moderne.














































